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Luce ottenebra le mie mani di piombo
Luce
ottenebra le mie mani di piombo
e non vedo
e sono pesanti
come le parole che sgorgano dalla sua bocca
interfaccia di un pensiero senza essenza, di una voragine
perché la cicatrice è vergine
e nessuno la cura
e l'idioma è rosso
come la pace
la cura è nessuno, e qualcuno ritiene che piene sono, le, gravide,
ciglia, di
lacrime
e il sale è magia perché è nel mare e se la tristezza
è troppa
trinità è l'urlo, il grido.
La cura?
Più che gridare innanzi al puzzle è meglio colmarlo con l'oggetto
dell'integrità, il pezzo mancante.
Il folle sul dito di Zeus, è trottola e ballerino stolto, e
martire del
governo delle cose.
Delle rose, delle pose, delle spose, delle puttane, delle rane,
delle frane,
Qualsiasi cosa tu pensi è già qualcosa
Ecate , la dea della decadenza umana, in stracci, si spoglierà
fino a levare da se stessa le carni, fino a diventare un'idea. E-dea, una dea elettronica. La Morte del Paganesimo nell'era della Comunicazione.
L'uomo è
una voragine. Un abisso senza fondo.
L'uomo è il nulla. Una mancanza. Un'assenza.
Perché il desiderio è infinito.
Solo l'infinito può colmare il cuore di un uomo.
Solo l'infinito può dare risposta alle domande dell'uomo.
Solo l'infinito può porre domande nuove alle risposte che l'uomo
si è già date.
Qualsiasi cosa tu pensi è già qualcosa.
YMAGEN
Kafka mutò
in uno scorpione
Nietzsche in un aquilone e
il filo si ruppe.
Si ergeva un portale di bronzo e
i gargoyles custodivano la soglia
dell’eterno ritorno…
…una vacca dal pezzato corno
muggì l’annuncio del giorno…
…che si trascinava ubriaco dopo la follia
della notte e
dalle sue labbra colava sanguigno vino
perché tra una risata e l’altra aveva
ucciso la Luna…
Un Sole pigro si sdraia
nella ghiaia, la noia aveva ucciso
perché la Luna era muta.
Andrea Congia
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Odio l’arte.
Odio tutta quell’arte inutile che ti scivola addosso come pioggia d’estate.
Odio l’arte arrogante, l’arte fatta di tante inutili geometrie, l’arte che
t’insegnano a scuola l’arte fatta di manuali e di mille compromessi.
Odio quell’arte fatta di segni inutili e silenziosi.
Odio i critici d’arte, e un giorno ucciderò Achille Bonito Oliva come Ettore
uccise Achille.
Odio l’arte che si vende come lattine di Coca Cola.
Odio le galleriste con le loro calze quaranta denari.
Amo invece, l’arte dolce e stupida come un sorriso.
Amo l’arte che ti strappa il cuore, l’arte che ti uccide come una spada e poi
ti buca lo stomaco.
Amo tutta quell’arte che ti prende per mano e ti porta lontano.
L’arte che disegna arabeschi nel cielo e apre le porte di mille destini
infiniti e diversi.
Adoro l’arte di volare,
l’arte di amare e poi morire
Adoro l’arte che nasce come un fiore e poi muore perché nulla è per sempre.
Luca Scornaienchi
----------------------------------------------------------------------------------------------------- Gabriella Garofalo 25/01/04 Arresta, scintilla che l'anima a ustione a frenesia muove- resa al silenzio, anima ostile, e tu guardati, luna, da implacare tuoi raggi- sia blu-cobalto unica dimora
ad anima a mia luna
se troppo chiesero, se Parola
in eterno a vita leva, e muore. 04/09/04 Sia luce oggi, Madre Luna, splendidamente nera levati di blu-cobalto, mentre segue l'anima insieme a te ustionando- esigere che l'anima non arda è chiedere al fuoco stesso di grembo di esistenza non più ardere, vivo, soltanto vivo nel silenzio bianco.
Vi invito a inviarmi un massimo di tre componimenti brevi, allegateli a una vostra email di presentazione. Verranno letti attentamente, e i migliori verranno inseriti in Biancofoglio, la pagina bianca, lo spazio per chi vuole scrivere e lasciare un segno del suo passaggio sulla terra... Chiunque, leggendo alcuni di questi versi, abbia provato qualcosa può comunicarlo direttamente all'autore. Fa piacere ricevere dei commenti... ---------------------------------------- Alcune poesie inedite dello scrittore e performer teatrale (che stimo molto) Andrea Congia! ---------------------------------------- Odio l'arte. Testo del performer Luca Scornaienchi. Vai alla pagina dedicata all'arte inutile e guarda una immagine tratta da Uranio. Per conttattare l'autore clicca qui. ---------------------------------------- Con due testi inediti, la poetessa Gabriella Garofalo innaugura la nuova pagina dei Segnali di Vita. La poetessa ha già pubblicato tre raccolte di versi: Lo sguardo di Orfeo, Cesati editore, Firenze 1989; L’inverno di vetro, Edizioni dell’Arco, Milano 1995, Di altre stelle polari, Stampa spa, Brunello (Va) 2003.